Visnatur è: medicina naturale terapia dietetico nutrizionale, analisi del metabolismo, dieta personalizzata, trattamento anti cellulite, trattamenti estetici, massaggi, trattamenti naturali anti età, anti-age
ANALISI DEL PESO CORPOREO E DEL METABOLISMO BASALE
L’analisi nutrizionale e impedenziometrica permette di stabilire se ci sono delle condizioni di sovrappeso od obesità, d’alimentazione scorretta o sbilanciata. Consente di quantificare la presenza del grasso corporeo, la massa grassa, rispetto alla massa magra e la quantità dei liquidi corporei e il metabolismo basale del paziente. Quest’ultimo dato è importante per personalizzare la dieta ed ottimizzare la risposta del paziente ad un’eventuale dieta dimagrante. Attraverso una breve intervista con il paziente, si cerca di capire se si alimenta con un ritmo regolare, oppure mangia di notte, salta i pasti, mangia fuori pasto e se soprattutto investe nel rapporto con il cibo, la propria emotività.

CHECK-UP BIOENERGETICO

Quest'esame fa parte della visita energetica e viene eseguito con un processore di segnali biologici, una stazione di lavoro software hardware in grado di eseguire diagnosi e terapie elettromagnetiche di tipo non invasivo (senza sottoporre il paziente ad emissioni di energia). Si basa sugli stessi principi delle terapie riflessologiche (agopuntura, auricoloterapia) e consiste nel misurare la conducibilità elettrica dei punti d'agopuntura delle mani e dei piedi, corrispondenti a vari organi ed apparati. Il nostro corpo emette uno spettro di frequenze elettromagnetiche che è visualizzabile attraverso uno spettrogramma su un monitor di un computer. Nei casi di alterato equilibrio energetico si riscontrano dei picchi o delle cadute energetiche, caratterizzate da un alto o basso livello d'intensità riferibili all’energia del meridiano interessato e dell’organo corrispondente. L’analisi di questi segnali i cui parametri sono ampiezza, frequenza e forma, ci permette di capire qual è lo stato energetico generale dell’organismo e su quali meridiani sono le alterazioni energetiche da trattare, prima che si trasformino in patologia. Ci da inoltre la possibilità di trattare il paziente con segnali elettromagnetici esattamente simili, ma riequilibranti ristabilendo l’equilibrio bioenergetico alterato.

I parametri di valutazione "intelligenti" dell'Analisi di Composizione Corporea: bilancio idrico, metabolismo & cellule

Per determinare lo stato fisiologico-nutrizionale del soggetto tramite l'analisi di composizione corporea il dietista, dottore nutrizionista o medico specializzato deve decidere quali parametri considerare come riferimento per la valutazione dello stato di idratazione e nutrizione.
Premesso che:

• La totalità dei processi biochimici nell'organismo umano (nutrizione, assimilazione, respirazione, digestione, assorbimento ed escrezione) è compito del metabolismo.

• Il bilancio idrico è strettamente correlato al metabolismo e viene tenuto in equilibrio attraverso la regolazione osmotica. Il corpo umano è costituito per ca. due terzi da acqua, suddivisa nei compartimenti extra (ECW) e intracellulare (ICW). Uno stato di idratazione ben bilanciato è la prima condizione per un corretto funzionamento metabolico. Il valore di normalità per l'acqua corporea totale (TBW) corrisponde a ca. il 60-70% del peso corporeo. La maggior parte della TBW (ca. 73%) è contenuta nella Massa Magra. Per la valutazione dello stato di idratazione la sola quantità di TBW non è determinante: è la ripartizione ECW/ICW che determina gli stati di normo/iper/disidratazione. La corretta distribuzione dei fluidi deriva quindi dalla percentuale di acqua extracellulare rispetto all'acqua totale.

• Le cellule sono alla base di ogni organismo vivente: il corpo umano ne conta ca. 100 miliardi. Una cellula è composta al 90% da acqua (intracellulare) ed è circondata da una membrana semipermeabile che permette lo scambio di acqua e piccole molecole. La massa cellulare (BCM) è responsabile di funzioni vitali fondamentali quali lo scambio di ossigeno, la fornitura di potassio ai tessuti e l'ossidazione del glucosio.

• La massa grassa (FM) è composta da lipidi, grasso essenziale e tessuto adiposo. A livello bioelettrico è un pessimo conduttore, poiché la sua struttura è pressoché anidra. La scarsa conducibilità della Massa Grassa impedisce il flusso della corrente elettrica: per questa ragione nessun impedenzimetro può essere definito "Body Fat Analyzer", dato che le leggi della Fisica sono inviolabili e non soggette a regole di mercato. Ipotizzando un'idratazione costante della massa magra del 73%, la massa grassa viene calcolata per differenza con il peso corporeo (FM=PESO - FFM). I valori bioelettrici dipendono dalla quantità dei fluidi corporei, prevalentemente distribuiti nella Massa Magra, soggetti a variazioni che possono dipendere da una moltitudine di fattori fisiologici legati o meno alla perdita/aumento di peso. Impostare un'analisi di composizione corporea sulla sola massa grassa non non è utile se non si ha a disposizione uno strumento in grado di individuare il reale stato d'idratazione e di nutrizione (obesi con imponenti masse cellulari o con poca struttura muscolare, obesi disidratati o edematosi ...).

I parametri più importanti per valutare la vera composizione corporea:
BCM e ECW

La massa cellulare (BCM)
La massa cellulare (BCM) comprende tutte le cellule viventi ed è la componente metabolicamente attiva dell' organismo. E' responsabile dello scambio di ossigeno, della fornitura di potassio ai tessuti e dell' ossidazione del glucosio. Le proteine di struttura e di funzione del corpo fanno completamente parte della massa cellulare, che rappresenta una grandezza fondamentale da cui derivare la situazione fisiologica e lo stato di nutrizione dell'individuo. Dalla massa cellulare si determina con grande precisione il valore del consumo di ossigeno (8 ml./min./kgBCM), il metabolismo basale (0.04cal./min./giorno/kgBCM), la Clearance della creatinina (60mg/die/kgBCM). Il controllo della massa cellulare assume un ruolo di primaria importanza specialmente nei soggetti ospedalizzati. Situazioni patologiche (HIV,TBC, Tumori, IRC) portano inevitabilmente a disturbi metabolici e ad una lenta demolizione dei tessuti cellulari (malnutrizione). Le complicanze della malnutrizione, più volte segnalate in letteratura, accrescono il rischio di un metabolismo catabolico, creando un aumento di morbilità e mortalità nei pazienti.
La crescita delle "prospettive di vita" dei pazienti patologici, ottenuta grazie ai continui passi avanti della medicina, ha portato a riconsiderare il ruolo delle terapie di supporto, tra cui quella nutrizionale, allo scopo di garantire al soggetto anche una "qualità di vita" dignitosa.

L'acqua extracellulare (ECW)
L'acqua extracellulare (ECW) è il fluido "che circonda" le cellule e comprende i fluidi interstiziali , il plasma e i fluidi transcellulari (fluido cerebrospinale, fluidi articolari). La percentuale dell'acqua extracellulare (ECW%) risulta normale quando è il 40% dell'acqua totale (TBW). Le oscillazioni considerate fisiologiche vanno da un minimo del 38% ad un massimo del 45%. Percentuali inferiori al 38% sono imputabili a disidratazione extracellulare, mentre percentuali superiori al 45% possono essere dovute a:
1. ritenzione idrica
2. malnutrizione, fluidi intracellulari che divengono extracellulari a seguito della rottura delle membrane cellulari (erosione della BCM)
3.entrambe le situazioni.
Ne risulta che per dicriminare la causa di una iperidratazione non basta il solo valore di Acqua Extracellulare (ECW%), ma è necessario conoscere anche la quantità di massa cellulare presente.
Per analogia l'ECW è paragonabile al solo valore percentuale di ematocrito (HTC%) del sangue. Se ad esempio si dovesse riscontrare in un paziente una bassa percentuale di HTC, il fenomeno potrebbe essete interpretato come un volume ematico espanso (ipervolemia), un volume ematico carente di cellule (malnutrizione) oppure come concomitanza dei due fenomeni.
Così, come il solo valore percentuale di HTC non è sufficiente a discriminare le tre situazioni riferite al sangue, altrettanto non lo è la sola percentuale di ECW riferita a tutto l'organismo...

Il punto di partenza Il punto di partenza per perdere peso consiste nell'attivazione del metabolismo (tanto difficile da ottenere quando si riduce la quantità di cibo, come nelle diete più comuni) attraverso una graduale educazione al movimento e un'intelligente distribuzione dei pasti nella giornata.È questo infatti il primo dei tre cardini attorno ai quali ruotano tutte le regole della dieta
VISNATUR:
• l'attivazione metabolica
• la calma insulinica
• la qualità dei nutrienti
L'attivazione del metabolismo
Un metabolismo attivo significa un organismo che lavora a pieno regime: nel consumo delle calorie, nell'eliminazione delle tossine, nella riparazione dei tessuti danneggiati, nella rapidità e brillantezza mentale e nella capacità di esprimersi dal punto di vista fisico.
Un metabolismo pigro, al contrario, significa consumi calorici rallentati, indolenza fisica e mentale, accumulo di tossine, lentezza nel recupero e - in definitiva - facilità di ingrassamento e inerzia nel dimagrimento. Di regola, non appena l'introduzione di cibo diminuisce, l'organismo risponde rallentando i consumi, un fatto che molte diete trascurano e che ci spinge a evitare accuratamente la ‘prigionia’ del conteggio delle calorie. Nella storia della nostra evoluzione, abbiamo sempre avuto più paura della fame che della sovrabbondanza, e il nostro corpo “ragiona” in termini evolutivi.
Rifacendosi all'esperienza dei nostri progenitori, il nostro organismo tende a ‘tenere da conto’ ogni caloria assunta non appena registra una carenza di cibo. Questo “ragionamento” ha mille volte salvato la vita degli uomini primitivi e nelle ere passate, ma oggi può accorciarcela in modo drammatico perché le restrizioni alimentari rischiano di far rallentare pericolosamente il ritmo metabolico complessivo. Grazie al principio evolutivo di “prudenza” adottato dall'organismo, poi, quando l'assunzione calorica torna nella norma occorrerà del tempo prima che torni al suo consumo ottimale. Nel frattempo il corpo riacquisterà - grammo dopo grammo - ogni molecola di peso faticosamente perduta, con il rischio aggiuntivo del continuo oscillare del peso, oggi correlato con il rischio cardiovascolare ancora più della semplice obesità.
Se quindi è vero che il dimagrimento avviene solo quando la quantità di calorie assunta è inferiore a quella consumata, lo stesso risultato si otterrà più facilmente assecondando le naturali tendenze del corpo piuttosto che contrastandole.
È questa la strada scelta dalla dieta VISNATUR
Le vie privilegiate dalla nostra dieta per l'attivazione metabolica (il cui scopo è quello di mantenere alti i consumi energetici, potendo quindi alimentarsi in modo sano ed equilibrato anche in regime di dimagrimento), sono sostanzialmente due:
1. la distribuzione equilibrata dei pasti nel corso della giornata,
2. depurazione e drenaggio delle tossine metaboliche
3. riequilibrio bioenergetico attraverso sedute di biorisonanza magnetica e MORA terapia
Basta il rispetto di questi punti per innalzare stabilmente i consumi energetici quotidiani, da una parte accelerando il dimagrimento e dall'altra risvegliando in modo positivo l'intero organismo, con notevoli effetti a cascata sia dal punto di vista fisico che mentale.
Distribuzione dei pasti
Al risveglio, al mattino, il nostro corpo ‘primitivo’, riceve un segnale ambientale che dice se c'è abbondanza o carenza di cibo. Una colazione abbondante e completa poco dopo il risveglio, dice all'organismo che può consumare energie senza preoccupazione, e attiva in modo completo tutti i sistemi metabolici fisici e mentali. In altre parole si vive al 100%.
Quando il metabolismo è rallentato, non succede che tutto il corpo rallenta (per esempio, al 90%): vengono invece operate delle scelte qualitative precise, che lasciano magari alcuni sistemi attivi al 100% e altri al 70, 60, 50%.
La logica è che sistemi “meno urgenti” (come quello immunitario, o quello emuntore) possono rimandare le loro funzioni di qualche ora o qualche giorno. Ma se il rallentamento metabolico diventa costante, nei distretti considerati “meno urgenti”?
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: allergie, intolleranze, malattie degenerative, invecchiamento precoce. Vivere al 90% (o al 70 o al 50%) significa quindi, prima di tutto, perdere un equilibrio prezioso per la nostra vita. La distribuzione dei pasti nel corso della giornata prevede dunque una colazione ricca e completa, un pranzo equilibrato ed una cena leggera.
Questa distribuzione delle calorie fa sì che il corpo parta a pieno regime e rallenti il proprio ritmo solo alla sera, in modo da limitare la fase notturna di accumulo, e da evitare la stratificazione dei grassi tipica di chi mangia in eccesso prima di coricarsi, con i vantaggi aggiuntivi legati alla qualità del sonno e alla riduzione dello stress.
Attivazione fisica
Il secondo segreto per mobilitare il metabolismo è il movimento fisico, che svolto in modo regolare e costante procura un'attivazione coerente di tutti i distretti, che dura nel tempo e non diminuisce durante lo stato di riposo. Collegando sedentarietà e infermità, l'organismo tende anche in questo caso a orientarsi verso il risparmio energetico (l'uomo primitivo ferito non poteva facilmente procurarsi cibo!), quindi verso l'accumulo di grassi e il rallentamento dei ritmi biologici.
Il tipo di esercizio fisico più idoneo per l'attivazione metabolica è sicuramente quello più simile all'attività naturale dell'uomo primitivo: lunghe camminate nei boschi con corse occasionali, nuotate, scalate, sollevamento di pesi, passaggio di ostacoli... per tutta la giornata.
Esistono alcuni lavori che implicano vagamente un'attività simile, ma per chi non ha la ‘fortuna’ di fare l'infermiera, il manovale, il giardiniere o simili, è necessario fare qualcosa in più delle scale a piedi o di scendere dal bus una fermata prima. La scelta cadrà quindi su forme di movimento che (oltre ad essere consone alle nostre preferenze, come ogni “regola” della dieta GIFT) stimolino a sufficienza i nostri sistemi aerobici e le nostre doti di resistenza: camminare, correre, nuotare, pedalare, pattinare, sci da fondo, canottaggio, step, ginnastica aerobica... ovviamente da cominciare a praticare con la massima gradualità e soprattutto divertendosi. L'attività fisica scelta deve essere tale da consumare una quantità sufficiente di calorie, stabilita in modo individualizzato. Il regolare utilizzo degli apparati muscolari, scheletrici e cardiovascolari, inoltre, porta ben presto a una crescita in valore assoluto della massa magra, che aumenterà, per così dire, la nostra “cilindrata”, incrementando i nostri consumi energetici anche a riposo e attivando in modo equilibrato ogni apparato, con conseguenze stupefacenti sull'attivazione metabolica complessiva. Il movimento aerobico regolare e costante ha anche effetti molto intensi sul nostro benessere psicofisico: migliora la funzionalità insulinica, elimina tossine, stimola la resistenza fisica al dolore, produce endorfine a livello cerebrale, aumenta la nostra massa muscolare, ha effetto antidepressivo, abbassa la pressione arteriosa, ripulisce le arterie dal colesterolo “cattivo” LDL, solo per citarne alcune. La calma insulinica: l'insulina è l'ormone secreto dal pancreas che ha l'importantissima funzione di regolare, con il suo intervento, il livello degli zuccheri nel sangue. Non è la sua sola funzione, naturalmente. È anche coinvolta, infatti, nella ricostituzione delle scorte di glicogeno (lo zucchero di riserva del mondo animale), così come nell'accumulo di grassi di riserva.
Per tutte queste sue funzioni, che sono centrali nelle dinamiche di ingrassamento e nel sostenimento di un eventuale stato di infiammazione interno, l'attento controllo del comportamento dell'insulina nell'organismo può aiutarci a ridurre il peso in eccesso e, contemporaneamente, a proteggerci dall'insorgere o dall'aggravarsi di numerose malattie: dal diabete all'infarto, dall'obesità alle allergie.
L'azione principale dell'insulina è quella del “pompiere” che è chiamato a spegnere un “incendio zuccherino” divampato nel sangue. Se il livello ematico di zuccheri è troppo basso, fa partire immediatamente lo stimolo della fame; se è troppo alto, invece, il rischio di tossicità è talmente elevato, che un segnale d'allarme viene tempestivamente inviato al pancreas perché secerna la quantità di “pompiere insulina” necessaria a spegnere l'incendio.
Il nostro corpo dunque, considera “normale” un livello di zuccheri nel sangue estremamente stabile. La compensazione degli eccessi, in particolare, è considerata un evento eccezionale, come una sbronza o un'indigestione (gli uomini primitivi non avevano infatti a disposizione una quantità di zuccheri e amidi nemmeno vagamente simile a quella attuale!).
Il nostro corpo del Pleistocene, dunque, tutte le volte che si ciba di un piatto di pasta bianca raffinata, non appena vede salire la glicemia, manda un forte segnale di allarme, che chiama in azione l'insulina fino a che i livelli non sono di nuovo regolati.
Tale operazione però presenta diversi inconvenienti. Prima di tutto noi sappiamo che quando c'è un'emergenza non si può andare troppo per il sottile. Dunque via con gli “estintori”. Pazienza se poi la capacità del pancreas di produrre insulina non è eterna.
Un continuo utilizzo di questo ormone tende a provocare, negli anni, un diabete, ovvero un'incapacità di far fronte ai rialzi glicemici. L'insulina in circolo, inoltre, crea una predisposizione organica di tipo infiammatorio, attraverso lo stimolo alla produzione di citochine che orientano l'azione del sistema immunitario in quella direzione, con conseguenze patologiche di vario genere.
Ma non finisce qui. Il “pompiere” continua la sua azione sul sangue (c'era un incendio, no?) fino a che non è ben sicuro che non vi sia più rischio di propagazione delle fiamme. Dunque non si fermerà proprio nel punto perfetto, ma proseguirà ancora un poco la sua azione, fino a far scendere un po' più in basso (diciamo a livello di “sicurezza”) la glicemia.
A quel punto (una o due ore dopo l'assunzione del “piatto di pasta”) ci troveremo con la glicemia bassa, e avremo uno stimolo alla fame, che ci spingerà a mangiare di nuovo. Ma sarà una fame fasulla, non corrispondente ad un reale bisogno del nostro organismo. Facendo di nuovo uno spuntino a base di soli carboidrati, la nostra glicemia risalirà repentinamente, con ulteriore intervento dell'insulina e ripetizione del ciclo.
Solo dalla comprensione dei perché (evolutivi) e dalle dinamiche (metaboliche) di questo meccanismo molto pericoloso, potremo capire perché - talvolta senza accorgercene - ingrassiamo.
Solo con la messa in atto di alcuni salutari comportamenti alimentari volti al mantenimento della calma insulinica, potremo invertire la tendenza e pensare di ridurre il nostro peso in eccesso.
I metodi per il raggiungimento della calma insulinica utilizzati dalla dieta VISNATUR si basano essenzialmente su:
• Accoppiamento proteine/carboidrati
• Scelta di cibi a basso indice glicemico
• Carico glicemico controllato
• Utilizzo prevalente di carboidrati integrali o ricchi di fibra
• Rifiuto di cibi zuccherini raffinati industriali
• Aumento della sensibilità recettoriale attraverso Biorisonanza Magnetica
• Controllo dello stress e riduzione del fabbisogno zuccherino
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Solo con l'inserimento graduale nelle nostre abitudini quotidiane di tutti i metodi qui accennati sarà possibile intervenire in modo deciso sull'attività dell'insulina all'interno dell'organismo.
La qualità dei nutrienti. Qualunque regime alimentare rivolto al benessere e alla salute, oltre che al dimagrimento, non può trascurare l'importanza di un apporto di cibi sani, dalle elevate qualità nutritive.
Non servono troppi perché per spiegare questo punto. Il nostro apparato digerente si è evoluto per nutrirsi dei cibi naturali disponibili nelle valli e nelle foreste: foglie, bacche, radici e occasionalmente carne di piccoli e grandi animali.
I cibi venivano consumati quasi sempre crudi, con tutta la loro fibra e, quel che è più importante, appena colti dagli alberi, o strappati alla terra o alla vita. Il contenuto di vitamine, di oligoelementi, di fibra era del tutto inalterato, e la varietà di cibi diversi, in piccole quantità, era un obbligo assoluto.Inutile perdersi in dimostrazioni pseudoscientifiche del fatto che mescolando farina bianca raffinata, crusca di grano, zucchero e un pasticcio di vitamine varie, in fondo si offre un mix accettabile.Il buon senso, prima di qualunque ricerca, ci dice che i cibi freschi, crudi e ricchi di fibre, sono quelli per i quali il nostro sistema digestivo si è strutturato.
La dieta VISNATUR , che prevede l'acquisizione stabile e permanente di nuove abitudini alimentari, non può permettersi errori o sottovalutazioni di questo genere.
È necessario quindi dare massima importanza al controllo della qualità dei cibi. Col tempo si scoprirà con sorpresa, che i cibi più sani sono anche, molto spesso, quelli più buoni.

BIOMESOTERAPIA
La Biomesoterapia è una tecnica che deriva dalla mesoterapia classica a cui unisce competenze specifiche della medicina naturale.
Consta di una tecnica iniettiva, che avvalendosi di piccoli aghi, permette di introdurre localmente dei farmaci naturali: omeopatici, omotossicologici, ecc., scelti sulla base di una diagnosi clinica e – spesso - di un test di biorisonanza.
Il sito di applicazione delle punture rispetta quasi sempre i punti ed il decorso dei meridiani di agopuntura.
La Biomesoterapia oltre a ridurre gli effetti collaterali della mesoterapia classica, le conferisce un carattere olistico, in quanto utilizza dei farmaci scelti non solo per il problema specifico accusato dal paziente, ma per la totalità della persona ammalata.
Le patologie più comunemente trattate sono quelle di natura ortopedica: artriti, artrosi e nevralgie, nonché patologie di natura venosa e linfatica.
La Biomesoterapia trova inoltre grande applicazione anche nei disturbi di natura estetica quali: cellulite, rughe e biorivitalizzazione del viso con ottimi risultati e soprattutto senza l'insorgenza dei fastidiosi effetti collaterali.
DIAGNOSI BIOELETTRONICA E TERAPIE DI BIORISONANZA
Gli studi condotti in Germania negli ultimi anni dai Fisici Ludwing e Popp e dai Dottori Schimmel e Köhler hanno dimostrato che le cellule del nostro organismo comunicano tra di loro e con l’esterno attraverso onde elettromagnetiche e biofotoni.
Ciò ha consentito la possibilità di costruire apparecchiature elettroniche utili sia nel campo della diagnostica, che della terapia. Tutte queste apparecchiature sono in grado di comunicare con il nostro organismo sfruttando il fenomeno della risonanza elettromagnetica.
Attraverso di esse la diagnosi bioelettronica e le terapie di biorisonanza sono diventate una realtà concreta, in uso negli studi medici di bioterapia più avanzati del mondo.
La Moraterapia
prende il nome dai suoi due scopritori: il dr. Morell e l’ing. Rasche, che negli anni '70, per primi costruirono apparecchi terapeutici in grado di sfruttare le informazioni elettromagnetiche, connesse ai tessuti sani ed ammalati, nonché ai rimedi naturali inseriti nel circuito.
La Moraterapia viene eseguita utilizzando come base, non le informazioni esogene, bensì le onde elettromagnetiche emesse dal corpo del paziente. Tali onde vengono elaborate, miscelate, e spesso invertite, con opportuni programmi individuati dal terapeuta.
La Diagnosi e Terapia Frequenziale del Metabolismo – S.T.T.
è una terapia di nuova concezione per la diagnosi e la terapia bioelettronica dei blocchi metabolici.
Il paziente collegato con degli elettrodi ad un apparecchio appositamente studiato, viene prima indagato elettronicamente sulla deviazione standard del suo metabolismo, indi riceve delle apposite frequenze di correzione.
Particolarmente utile nell’impostazione dei trattamenti dietetici, la diagnosi e terapia frequenziale del metabolismo, viene anche molto utilizzata per sbloccare il metabolismo dei singoli organi, non ultimo del cervello, con notevoli benefici sia fisici che emotivi.

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