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ANALISI
DEL PESO CORPOREO E DEL METABOLISMO BASALE
L’analisi nutrizionale e impedenziometrica permette di stabilire
se ci sono delle condizioni di sovrappeso od obesità, d’alimentazione
scorretta o sbilanciata. Consente di quantificare la presenza del grasso
corporeo, la massa grassa, rispetto alla massa magra e la quantità
dei liquidi corporei e il metabolismo basale del paziente. Quest’ultimo
dato è importante per personalizzare la dieta ed ottimizzare
la risposta del paziente ad un’eventuale dieta dimagrante. Attraverso
una breve intervista con il paziente, si cerca di capire se si alimenta
con un ritmo regolare, oppure mangia di notte, salta i pasti, mangia
fuori pasto e se soprattutto investe nel rapporto con il cibo, la propria
emotività.
CHECK-UP BIOENERGETICO
Quest'esame fa parte della visita energetica e viene eseguito con un
processore di segnali biologici, una stazione di lavoro software hardware
in grado di eseguire diagnosi e terapie elettromagnetiche di tipo non
invasivo (senza sottoporre il paziente ad emissioni di energia). Si
basa sugli stessi principi delle terapie riflessologiche (agopuntura,
auricoloterapia) e consiste nel misurare la conducibilità elettrica
dei punti d'agopuntura delle mani e dei piedi, corrispondenti a vari
organi ed apparati. Il nostro corpo emette uno spettro di frequenze
elettromagnetiche che è visualizzabile attraverso uno spettrogramma
su un monitor di un computer. Nei casi di alterato equilibrio energetico
si riscontrano dei picchi o delle cadute energetiche, caratterizzate
da un alto o basso livello d'intensità riferibili all’energia
del meridiano interessato e dell’organo corrispondente. L’analisi
di questi segnali i cui parametri sono ampiezza, frequenza e forma,
ci permette di capire qual è lo stato energetico generale dell’organismo
e su quali meridiani sono le alterazioni energetiche da trattare, prima
che si trasformino in patologia. Ci da inoltre la possibilità
di trattare il paziente con segnali elettromagnetici esattamente simili,
ma riequilibranti ristabilendo l’equilibrio bioenergetico alterato.
I parametri di valutazione "intelligenti"
dell'Analisi di Composizione Corporea: bilancio idrico, metabolismo
& cellule
Per determinare lo stato fisiologico-nutrizionale
del soggetto tramite l'analisi di composizione corporea il dietista,
dottore nutrizionista o medico specializzato deve decidere quali parametri
considerare come riferimento per la valutazione dello stato di idratazione
e nutrizione.
Premesso che:
• La totalità dei processi
biochimici nell'organismo umano (nutrizione, assimilazione, respirazione,
digestione, assorbimento ed escrezione) è compito del metabolismo.
• Il bilancio idrico è
strettamente correlato al metabolismo e viene tenuto in equilibrio attraverso
la regolazione osmotica. Il corpo umano è costituito per ca.
due terzi da acqua, suddivisa nei compartimenti extra (ECW) e intracellulare
(ICW). Uno stato di idratazione ben bilanciato è la prima condizione
per un corretto funzionamento metabolico. Il valore di normalità
per l'acqua corporea totale (TBW) corrisponde a ca. il 60-70% del peso
corporeo. La maggior parte della TBW (ca. 73%) è contenuta nella
Massa Magra. Per la valutazione dello stato di idratazione la sola quantità
di TBW non è determinante: è la ripartizione ECW/ICW che
determina gli stati di normo/iper/disidratazione. La corretta distribuzione
dei fluidi deriva quindi dalla percentuale di acqua extracellulare rispetto
all'acqua totale.
• Le cellule sono alla base
di ogni organismo vivente: il corpo umano ne conta ca. 100 miliardi.
Una cellula è composta al 90% da acqua (intracellulare) ed è
circondata da una membrana semipermeabile che permette lo scambio di
acqua e piccole molecole. La massa cellulare (BCM) è responsabile
di funzioni vitali fondamentali quali lo scambio di ossigeno, la fornitura
di potassio ai tessuti e l'ossidazione del glucosio.
• La massa grassa (FM) è
composta da lipidi, grasso essenziale e tessuto adiposo. A livello bioelettrico
è un pessimo conduttore, poiché la sua struttura è
pressoché anidra. La scarsa conducibilità della Massa
Grassa impedisce il flusso della corrente elettrica: per questa ragione
nessun impedenzimetro può essere definito "Body Fat Analyzer",
dato che le leggi della Fisica sono inviolabili e non soggette a regole
di mercato. Ipotizzando un'idratazione costante della massa magra del
73%, la massa grassa viene calcolata per differenza con il peso corporeo
(FM=PESO - FFM). I valori bioelettrici dipendono dalla quantità
dei fluidi corporei, prevalentemente distribuiti nella Massa Magra,
soggetti a variazioni che possono dipendere da una moltitudine di fattori
fisiologici legati o meno alla perdita/aumento di peso. Impostare un'analisi
di composizione corporea sulla sola massa grassa non non è utile
se non si ha a disposizione uno strumento in grado di individuare il
reale stato d'idratazione e di nutrizione (obesi con imponenti masse
cellulari o con poca struttura muscolare, obesi disidratati o edematosi
...).
I parametri più importanti
per valutare la vera composizione corporea:
BCM e ECW
La massa cellulare
(BCM)
La massa cellulare (BCM) comprende tutte le cellule viventi ed è
la componente metabolicamente attiva dell' organismo. E' responsabile
dello scambio di ossigeno, della fornitura di potassio ai tessuti e
dell' ossidazione del glucosio. Le proteine di struttura e di funzione
del corpo fanno completamente parte della massa cellulare, che rappresenta
una grandezza fondamentale da cui derivare la situazione fisiologica
e lo stato di nutrizione dell'individuo. Dalla massa cellulare si determina
con grande precisione il valore del consumo di ossigeno (8 ml./min./kgBCM),
il metabolismo basale (0.04cal./min./giorno/kgBCM), la Clearance della
creatinina (60mg/die/kgBCM). Il controllo della massa cellulare assume
un ruolo di primaria importanza specialmente nei soggetti ospedalizzati.
Situazioni patologiche (HIV,TBC, Tumori, IRC) portano inevitabilmente
a disturbi metabolici e ad una lenta demolizione dei tessuti cellulari
(malnutrizione). Le complicanze della malnutrizione, più volte
segnalate in letteratura, accrescono il rischio di un metabolismo catabolico,
creando un aumento di morbilità e mortalità nei pazienti.
La crescita delle "prospettive di vita" dei pazienti patologici,
ottenuta grazie ai continui passi avanti della medicina, ha portato
a riconsiderare il ruolo delle terapie di supporto, tra cui quella nutrizionale,
allo scopo di garantire al soggetto anche una "qualità di
vita" dignitosa.
L'acqua extracellulare
(ECW)
L'acqua extracellulare (ECW) è il fluido "che circonda"
le cellule e comprende i fluidi interstiziali , il plasma e i fluidi
transcellulari (fluido cerebrospinale, fluidi articolari). La percentuale
dell'acqua extracellulare (ECW%) risulta normale quando è il
40% dell'acqua totale (TBW). Le oscillazioni considerate fisiologiche
vanno da un minimo del 38% ad un massimo del 45%. Percentuali inferiori
al 38% sono imputabili a disidratazione extracellulare, mentre percentuali
superiori al 45% possono essere dovute a:
1. ritenzione idrica
2. malnutrizione, fluidi intracellulari che divengono extracellulari
a seguito della rottura delle membrane cellulari (erosione della BCM)
3.entrambe le situazioni.
Ne risulta che per dicriminare la causa di una iperidratazione non basta
il solo valore di Acqua Extracellulare (ECW%), ma è necessario
conoscere anche la quantità di massa cellulare presente.
Per analogia l'ECW è paragonabile al solo valore percentuale
di ematocrito (HTC%) del sangue. Se ad esempio si dovesse riscontrare
in un paziente una bassa percentuale di HTC, il fenomeno potrebbe essete
interpretato come un volume ematico espanso (ipervolemia), un volume
ematico carente di cellule (malnutrizione) oppure come concomitanza
dei due fenomeni.
Così, come il solo valore percentuale di HTC non è sufficiente
a discriminare le tre situazioni riferite al sangue, altrettanto non
lo è la sola percentuale di ECW riferita a tutto l'organismo...
Il punto di partenza Il punto
di partenza per perdere peso consiste nell'attivazione del metabolismo
(tanto difficile da ottenere quando si riduce la quantità di
cibo, come nelle diete più comuni) attraverso una graduale educazione
al movimento e un'intelligente distribuzione dei pasti nella giornata.È
questo infatti il primo dei tre cardini attorno ai quali ruotano tutte
le regole della dieta
VISNATUR:
• l'attivazione metabolica
• la calma insulinica
• la qualità dei nutrienti
L'attivazione del metabolismo
Un metabolismo attivo significa un organismo che lavora a pieno regime:
nel consumo delle calorie, nell'eliminazione delle tossine, nella riparazione
dei tessuti danneggiati, nella rapidità e brillantezza mentale
e nella capacità di esprimersi dal punto di vista fisico.
Un metabolismo pigro, al contrario, significa consumi calorici rallentati,
indolenza fisica e mentale, accumulo di tossine, lentezza nel recupero
e - in definitiva - facilità di ingrassamento e inerzia nel dimagrimento.
Di regola, non appena l'introduzione di cibo diminuisce, l'organismo
risponde rallentando i consumi, un fatto che molte diete trascurano
e che ci spinge a evitare accuratamente la ‘prigionia’ del
conteggio delle calorie. Nella storia della nostra evoluzione, abbiamo
sempre avuto più paura della fame che della sovrabbondanza, e
il nostro corpo “ragiona” in termini evolutivi.
Rifacendosi all'esperienza dei nostri progenitori, il nostro organismo
tende a ‘tenere da conto’ ogni caloria assunta non appena
registra una carenza di cibo. Questo “ragionamento” ha mille
volte salvato la vita degli uomini primitivi e nelle ere passate, ma
oggi può accorciarcela in modo drammatico perché le restrizioni
alimentari rischiano di far rallentare pericolosamente il ritmo metabolico
complessivo. Grazie al principio evolutivo di “prudenza”
adottato dall'organismo, poi, quando l'assunzione calorica torna nella
norma occorrerà del tempo prima che torni al suo consumo ottimale.
Nel frattempo il corpo riacquisterà - grammo dopo grammo - ogni
molecola di peso faticosamente perduta, con il rischio aggiuntivo del
continuo oscillare del peso, oggi correlato con il rischio cardiovascolare
ancora più della semplice obesità.
Se quindi è vero che il dimagrimento avviene solo quando la quantità
di calorie assunta è inferiore a quella consumata, lo stesso
risultato si otterrà più facilmente assecondando le naturali
tendenze del corpo piuttosto che contrastandole.
È questa la strada scelta dalla dieta VISNATUR
Le vie privilegiate dalla nostra dieta per l'attivazione metabolica
(il cui scopo è quello di mantenere alti i consumi energetici,
potendo quindi alimentarsi in modo sano ed equilibrato anche in regime
di dimagrimento), sono sostanzialmente due:
1. la distribuzione equilibrata dei pasti nel corso della giornata,
2. depurazione e drenaggio delle tossine metaboliche
3. riequilibrio bioenergetico attraverso sedute di biorisonanza magnetica
e MORA terapia
Basta il rispetto di questi punti per innalzare stabilmente i consumi
energetici quotidiani, da una parte accelerando il dimagrimento e dall'altra
risvegliando in modo positivo l'intero organismo, con notevoli effetti
a cascata sia dal punto di vista fisico che mentale.
Distribuzione dei pasti
Al risveglio, al mattino, il nostro corpo ‘primitivo’, riceve
un segnale ambientale che dice se c'è abbondanza o carenza di
cibo. Una colazione abbondante e completa poco dopo il risveglio, dice
all'organismo che può consumare energie senza preoccupazione,
e attiva in modo completo tutti i sistemi metabolici fisici e mentali.
In altre parole si vive al 100%.
Quando il metabolismo è rallentato, non succede che tutto il
corpo rallenta (per esempio, al 90%): vengono invece operate delle scelte
qualitative precise, che lasciano magari alcuni sistemi attivi al 100%
e altri al 70, 60, 50%.
La logica è che sistemi “meno urgenti” (come quello
immunitario, o quello emuntore) possono rimandare le loro funzioni di
qualche ora o qualche giorno. Ma se il rallentamento metabolico diventa
costante, nei distretti considerati “meno urgenti”?
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: allergie, intolleranze,
malattie degenerative, invecchiamento precoce. Vivere al 90% (o al 70
o al 50%) significa quindi, prima di tutto, perdere un equilibrio prezioso
per la nostra vita. La distribuzione dei pasti nel corso della giornata
prevede dunque una colazione ricca e completa, un pranzo equilibrato
ed una cena leggera.
Questa distribuzione delle calorie fa sì che il corpo parta a
pieno regime e rallenti il proprio ritmo solo alla sera, in modo da
limitare la fase notturna di accumulo, e da evitare la stratificazione
dei grassi tipica di chi mangia in eccesso prima di coricarsi, con i
vantaggi aggiuntivi legati alla qualità del sonno e alla riduzione
dello stress.
Attivazione fisica
Il secondo segreto per mobilitare il metabolismo è il movimento
fisico, che svolto in modo regolare e costante procura un'attivazione
coerente di tutti i distretti, che dura nel tempo e non diminuisce durante
lo stato di riposo. Collegando sedentarietà e infermità,
l'organismo tende anche in questo caso a orientarsi verso il risparmio
energetico (l'uomo primitivo ferito non poteva facilmente procurarsi
cibo!), quindi verso l'accumulo di grassi e il rallentamento dei ritmi
biologici.
Il tipo di esercizio fisico più idoneo per l'attivazione metabolica
è sicuramente quello più simile all'attività naturale
dell'uomo primitivo: lunghe camminate nei boschi con corse occasionali,
nuotate, scalate, sollevamento di pesi, passaggio di ostacoli... per
tutta la giornata.
Esistono alcuni lavori che implicano vagamente un'attività simile,
ma per chi non ha la ‘fortuna’ di fare l'infermiera, il
manovale, il giardiniere o simili, è necessario fare qualcosa
in più delle scale a piedi o di scendere dal bus una fermata
prima. La scelta cadrà quindi su forme di movimento che (oltre
ad essere consone alle nostre preferenze, come ogni “regola”
della dieta GIFT) stimolino a sufficienza i nostri sistemi aerobici
e le nostre doti di resistenza: camminare, correre, nuotare, pedalare,
pattinare, sci da fondo, canottaggio, step, ginnastica aerobica... ovviamente
da cominciare a praticare con la massima gradualità e soprattutto
divertendosi. L'attività fisica scelta deve essere tale da consumare
una quantità sufficiente di calorie, stabilita in modo individualizzato.
Il regolare utilizzo degli apparati muscolari, scheletrici e cardiovascolari,
inoltre, porta ben presto a una crescita in valore assoluto della massa
magra, che aumenterà, per così dire, la nostra “cilindrata”,
incrementando i nostri consumi energetici anche a riposo e attivando
in modo equilibrato ogni apparato, con conseguenze stupefacenti sull'attivazione
metabolica complessiva. Il movimento aerobico regolare e costante ha
anche effetti molto intensi sul nostro benessere psicofisico: migliora
la funzionalità insulinica, elimina tossine, stimola la resistenza
fisica al dolore, produce endorfine a livello cerebrale, aumenta la
nostra massa muscolare, ha effetto antidepressivo, abbassa la pressione
arteriosa, ripulisce le arterie dal colesterolo “cattivo”
LDL, solo per citarne alcune. La calma insulinica: l'insulina è
l'ormone secreto dal pancreas che ha l'importantissima funzione di regolare,
con il suo intervento, il livello degli zuccheri nel sangue. Non è
la sua sola funzione, naturalmente. È anche coinvolta, infatti,
nella ricostituzione delle scorte di glicogeno (lo zucchero di riserva
del mondo animale), così come nell'accumulo di grassi di riserva.
Per tutte queste sue funzioni, che sono centrali nelle dinamiche di
ingrassamento e nel sostenimento di un eventuale stato di infiammazione
interno, l'attento controllo del comportamento dell'insulina nell'organismo
può aiutarci a ridurre il peso in eccesso e, contemporaneamente,
a proteggerci dall'insorgere o dall'aggravarsi di numerose malattie:
dal diabete all'infarto, dall'obesità alle allergie.
L'azione principale dell'insulina è quella del “pompiere”
che è chiamato a spegnere un “incendio zuccherino”
divampato nel sangue. Se il livello ematico di zuccheri è troppo
basso, fa partire immediatamente lo stimolo della fame; se è
troppo alto, invece, il rischio di tossicità è talmente
elevato, che un segnale d'allarme viene tempestivamente inviato al pancreas
perché secerna la quantità di “pompiere insulina”
necessaria a spegnere l'incendio.
Il nostro corpo dunque, considera “normale” un livello di
zuccheri nel sangue estremamente stabile. La compensazione degli eccessi,
in particolare, è considerata un evento eccezionale, come una
sbronza o un'indigestione (gli uomini primitivi non avevano infatti
a disposizione una quantità di zuccheri e amidi nemmeno vagamente
simile a quella attuale!).
Il nostro corpo del Pleistocene, dunque, tutte le volte che si ciba
di un piatto di pasta bianca raffinata, non appena vede salire la glicemia,
manda un forte segnale di allarme, che chiama in azione l'insulina fino
a che i livelli non sono di nuovo regolati.
Tale operazione però presenta diversi inconvenienti. Prima di
tutto noi sappiamo che quando c'è un'emergenza non si può
andare troppo per il sottile. Dunque via con gli “estintori”.
Pazienza se poi la capacità del pancreas di produrre insulina
non è eterna.
Un continuo utilizzo di questo ormone tende a provocare, negli anni,
un diabete, ovvero un'incapacità di far fronte ai rialzi glicemici.
L'insulina in circolo, inoltre, crea una predisposizione organica di
tipo infiammatorio, attraverso lo stimolo alla produzione di citochine
che orientano l'azione del sistema immunitario in quella direzione,
con conseguenze patologiche di vario genere.
Ma non finisce qui. Il “pompiere” continua la sua azione
sul sangue (c'era un incendio, no?) fino a che non è ben sicuro
che non vi sia più rischio di propagazione delle fiamme. Dunque
non si fermerà proprio nel punto perfetto, ma proseguirà
ancora un poco la sua azione, fino a far scendere un po' più
in basso (diciamo a livello di “sicurezza”) la glicemia.
A quel punto (una o due ore dopo l'assunzione del “piatto di pasta”)
ci troveremo con la glicemia bassa, e avremo uno stimolo alla fame,
che ci spingerà a mangiare di nuovo. Ma sarà una fame
fasulla, non corrispondente ad un reale bisogno del nostro organismo.
Facendo di nuovo uno spuntino a base di soli carboidrati, la nostra
glicemia risalirà repentinamente, con ulteriore intervento dell'insulina
e ripetizione del ciclo.
Solo dalla comprensione dei perché (evolutivi) e dalle dinamiche
(metaboliche) di questo meccanismo molto pericoloso, potremo capire
perché - talvolta senza accorgercene - ingrassiamo.
Solo con la messa in atto di alcuni salutari comportamenti alimentari
volti al mantenimento della calma insulinica, potremo invertire la tendenza
e pensare di ridurre il nostro peso in eccesso.
I metodi per il raggiungimento della calma insulinica utilizzati dalla
dieta VISNATUR si basano essenzialmente su:
• Accoppiamento proteine/carboidrati
• Scelta di cibi a basso indice glicemico
• Carico glicemico controllato
• Utilizzo prevalente di carboidrati integrali o ricchi di fibra
• Rifiuto di cibi zuccherini raffinati industriali
• Aumento della sensibilità recettoriale attraverso Biorisonanza
Magnetica
• Controllo dello stress e riduzione del fabbisogno zuccherino
.
Solo con l'inserimento graduale nelle nostre abitudini quotidiane di
tutti i metodi qui accennati sarà possibile intervenire in modo
deciso sull'attività dell'insulina all'interno dell'organismo.
La qualità dei nutrienti. Qualunque regime alimentare rivolto
al benessere e alla salute, oltre che al dimagrimento, non può
trascurare l'importanza di un apporto di cibi sani, dalle elevate qualità
nutritive.
Non servono troppi perché per spiegare questo punto. Il nostro
apparato digerente si è evoluto per nutrirsi dei cibi naturali
disponibili nelle valli e nelle foreste: foglie, bacche, radici e occasionalmente
carne di piccoli e grandi animali.
I cibi venivano consumati quasi sempre crudi, con tutta la loro fibra
e, quel che è più importante, appena colti dagli alberi,
o strappati alla terra o alla vita. Il contenuto di vitamine, di oligoelementi,
di fibra era del tutto inalterato, e la varietà di cibi diversi,
in piccole quantità, era un obbligo assoluto.Inutile perdersi
in dimostrazioni pseudoscientifiche del fatto che mescolando farina
bianca raffinata, crusca di grano, zucchero e un pasticcio di vitamine
varie, in fondo si offre un mix accettabile.Il buon senso, prima di
qualunque ricerca, ci dice che i cibi freschi, crudi e ricchi di fibre,
sono quelli per i quali il nostro sistema digestivo si è strutturato.
La dieta VISNATUR , che prevede l'acquisizione stabile e permanente
di nuove abitudini alimentari, non può permettersi errori o sottovalutazioni
di questo genere.
È necessario quindi dare massima importanza al controllo della
qualità dei cibi. Col tempo si scoprirà con sorpresa,
che i cibi più sani sono anche, molto spesso, quelli più
buoni.
BIOMESOTERAPIA
La Biomesoterapia è una tecnica che deriva dalla mesoterapia
classica a cui unisce competenze specifiche della medicina naturale.
Consta di una tecnica iniettiva, che avvalendosi di piccoli aghi, permette
di introdurre localmente dei farmaci naturali: omeopatici, omotossicologici,
ecc., scelti sulla base di una diagnosi clinica e – spesso - di
un test di biorisonanza.
Il sito di applicazione delle punture rispetta quasi sempre i punti
ed il decorso dei meridiani di agopuntura.
La Biomesoterapia oltre a ridurre gli effetti collaterali della mesoterapia
classica, le conferisce un carattere olistico, in quanto utilizza dei
farmaci scelti non solo per il problema specifico accusato dal paziente,
ma per la totalità della persona ammalata.
Le patologie più comunemente trattate sono quelle di natura ortopedica:
artriti, artrosi e nevralgie, nonché patologie di natura venosa
e linfatica.
La Biomesoterapia trova inoltre grande applicazione anche nei disturbi
di natura estetica quali: cellulite, rughe e biorivitalizzazione del
viso con ottimi risultati e soprattutto senza l'insorgenza dei fastidiosi
effetti collaterali.
DIAGNOSI BIOELETTRONICA E TERAPIE DI
BIORISONANZA
Gli studi condotti in Germania negli ultimi anni dai Fisici Ludwing
e Popp e dai Dottori Schimmel e Köhler hanno dimostrato che le
cellule del nostro organismo comunicano tra di loro e con l’esterno
attraverso onde elettromagnetiche e biofotoni.
Ciò ha consentito la possibilità di costruire apparecchiature
elettroniche utili sia nel campo della diagnostica, che della terapia.
Tutte queste apparecchiature sono in grado di comunicare con il nostro
organismo sfruttando il fenomeno della risonanza elettromagnetica.
Attraverso di esse la diagnosi bioelettronica e le terapie di biorisonanza
sono diventate una realtà concreta, in uso negli studi medici
di bioterapia più avanzati del mondo.
La Moraterapia
prende il nome dai suoi due scopritori: il dr. Morell e l’ing.
Rasche, che negli anni '70, per primi costruirono apparecchi terapeutici
in grado di sfruttare le informazioni elettromagnetiche, connesse ai
tessuti sani ed ammalati, nonché ai rimedi naturali inseriti
nel circuito.
La Moraterapia viene eseguita utilizzando come base, non le informazioni
esogene, bensì le onde elettromagnetiche emesse dal corpo del
paziente. Tali onde vengono elaborate, miscelate, e spesso invertite,
con opportuni programmi individuati dal terapeuta.
La Diagnosi e Terapia Frequenziale del Metabolismo – S.T.T.
è una terapia di nuova concezione per la diagnosi e la terapia
bioelettronica dei blocchi metabolici.
Il paziente collegato con degli elettrodi ad un apparecchio appositamente
studiato, viene prima indagato elettronicamente sulla deviazione standard
del suo metabolismo, indi riceve delle apposite frequenze di correzione.
Particolarmente utile nell’impostazione dei trattamenti dietetici,
la diagnosi e terapia frequenziale del metabolismo, viene anche molto
utilizzata per sbloccare il metabolismo dei singoli organi, non ultimo
del cervello, con notevoli benefici sia fisici che emotivi.
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